lunedì 8 marzo 2010

IL VOTO ALL'ESTERO DOPO IL CASO DI GIROLAMO



Le gravissime accuse rivolte dalla magistratura inquirente all'ormai ex senatore Di Girolamo nel giro di 36-42 ore ha dato il via ad una ininterrotta serie di prese di posizione e di dichiarazioni che andando oltre le fattispecie contestate a Di Girolamo rimettono in discussione non solo le attuali modalità di voto all'estero ma anche lo stesso voto degli italiani all'estero.
Si va dai toni supercauti di chi trova che vi siano alcuni indefiniti aggiustamenti da fare a chi pensa che il voto nelle sedi consolari o il voto elettronico garantirebbero meglio la segretezza del voto ormai comunemente riconosciuta iperpermeabile nella modalità per corrispondenza.
L'impressione è che ancora una volta, passata la fiammata delle ultime esercitazioni letterarie pro o contro il diritto di voto costituzionalmente tutelato, si possa ripetere il "bis in idem" di quanto accadde durante e nelle ore successive alla prima elezione di rappresentanti del parlamento eletti dalla Circoscrizione dell'estero. continua >>
Rino Giuliani vicepresidente dell'Istituto Fernando Santi.

vedi anche : Panorama.it

Dubbi sul voto all’estero: nell’inchiesta sul riciclaggio un senatore eletto in Germania >>

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