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Refugee Mother and Child, di William H. Johnson - American Art Museum - Smithsonian
L`associazione Astalli presenta il Rapporto 2010 sulle condizioni di vita dei migranti. Diminuiscono le domande d`asilo ma crescono gli utenti che usufruiscono dei Centri. In 19 mila senza accoglienza. Molti gli uomini afgani e le donne africane.
ROMA - Ogni pomeriggio, dal lunedì al venerdì, formano una coda di uomini e aspettano di entrare nella mensa. Si rivolgono agli sportelli dedicati all`orientamento al lavoro, chiedono assistenza legale o partecipano ai corsi di lingua per imparare l`italiano. Gli uomini provengono soprattutto da Afghanistan, Eritrea e Somalia. Le donne dall`Africa nera. Il 67% ha tra i 21 e i 30 anni, mentre sono pochissimi quelli che superano i 40.
E` questa la fotografia, aggiornata al 2009, sulle condizioni dei 19mila richiedenti asilo e rifugiati in Italia. Non immigrati ma "migranti forzati", perché scappati dalla guerra. A scattare la foto è il Centro Astalli, un`associazione di gesuiti presente a Roma, Vicenza e Palermo che opera da centro polifunzionale per l`assistenza e la protezione dei rifugiati in Italia. E grazie al monitoraggio dei loro spostamenti in ogni settore della vita quotidiana, il Centro fornisce in esclusiva il Rapporto 2010: un`interpretazione statistica delle condizioni di vita dei rifugiati "italiani" che da gennaio a dicembre 2009 sono entrati in contatto con l`Associazione. continua >>
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